Nel Consiglio Comunale del 10/02/2026, si è votato per
le “MODIFICHE AL REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE E
DELLE COMMISSIONI CONSILIARI”
Durante il dibattito ho presentato un emendamento molto
semplice sull’articolo 63, quello che disciplina interrogazioni e
interpellanze, cioè lo strumento con cui i consiglieri possono fare
domande all’Amministrazione e chiedere chiarimenti su ciò che accade nel nostro
Comune.
La proposta era davvero basata sul più semplice
buon senso: portare da 1 a 2 o 3 minuti il tempo di
replica del consigliere dopo la risposta della Giunta e rendere più chiara la
procedura per eventuali chiarimenti.
Un minuto per replicare su temi che spesso riguardano
questioni amministrative complesse è oggettivamente un tempo
estremamente limitato. Non si trattava di cambiare l’impianto del
regolamento, né di rallentare i lavori del Consiglio, ma solo di garantire un
confronto un po’ più equilibrato tra chi amministra e chi ha il compito di
controllare e fare domande.
Purtroppo l’emendamento è stato respinto dalla
maggioranza, senza alcuna apertura su una proposta che considero
assolutamente ragionevole.
Ho presentato questi emendamenti con l’idea di
contribuire a migliorare il regolamento e rendere il funzionamento del
Consiglio più equilibrato. Quando anche modifiche così semplici e di buon senso
vengono respinte in blocco, è difficile non interrogarsi sulla reale volontà di
favorire un confronto aperto all’interno dell’aula consiliare.
C’è poi un aspetto molto concreto: ridurre così
drasticamente i tempi di replica rischia di produrre l’effetto opposto a quello
dichiarato. Se un consigliere non ha il tempo minimo per replicare o chiedere
chiarimenti, sarà inevitabile tornare sull’argomento con nuove
interrogazioni o altri atti consiliari, con il risultato di aumentare
– e non diminuire – il numero delle discussioni.
Per questo motivo non ho potuto votare a favore di un
regolamento che, su questo punto, introduce una norma che considero troppo
restrittiva e poco rispettosa del ruolo di controllo del Consiglio Comunale.
Il confronto democratico non si misura solo nei grandi
temi, ma anche nei dettagli delle regole che disciplinano il funzionamento
delle istituzioni. Ed è proprio da lì che dovrebbe sempre partire il buon
senso.
Perché garantire tempi adeguati per fare domande e ottenere risposte non è
un favore all’opposizione: è una garanzia per tutti i cittadini,
che hanno diritto a un’Amministrazione trasparente e a un Consiglio Comunale
dove il confronto sia reale, non solo formale.
Consigliere Comunale Giuseppe Minissale
Capogruppo lista civica “Alternativa per Granarolo”
Vice Presidente III Commissione "Servizi Sociali-Sanità-Solidarietà-Immigrazione- Volontariato- Welfare"
